Le nevi del Wakhan

Per i 50 anni della scuola di scialpinismo “Renzo Giuliani” della Sezione CAI Cesare Battisti di Verona avremmo potuto organizzare una bella grigliata annaffiata di buon vino, magliette commemorative, discorsi e un libro autocelebrativo con la storia della scuola ed invece…
La scorsa estate Cristiano Tedeschi (il nostro Direttore) ha fatto un tentativo di salire il Noshaq, la cima più alta dell’Afghanistan, assieme ad un amico ceko, Pavel Bèm. 
Una volta rientrato dal viaggio un pensiero ha continuato a ronzare per la testa. E così è nata l’idea condivisa dagli altri istruttori della Scuola: portare lo scialpinismo nella remota regione del Wakhan Corridor!

Offrire una alternativa per chi vive e lavora tra queste montagne, perlopiù pastori.
L’Afghanistan è rimasto chiuso al turismo per quasi 40 anni e le possibilità di fare salite alpinistiche, scialpinistiche ma anche normali trekking sono moltissime.
Sono ormai ben pochi i luoghi al mondo che hanno queste possibilità senza avere accessi estremamente complicati e difficili.
Il Wahkan è uno di questi luoghi. Una lunga valle che si insinua tra le catene del Pamir da una parte e dell’Hindu Kush e Karakorum dall’altra.

Il progetto

Brevemente il progetto della scuola di scialpinismo “Giuliani” e della sezione CAI “Cesare Battisti” vuole idealmente raccogliere il testimone lasciato da Ferdinando Rollando che portò lo sci nella regione del Bamyan nel 2011 e di Mountain Wilderness che formò ed accompagnò i primi scalatori afghani a salire il Noshaq.
Vorremmo portare azioni concrete alle popolazioni di montagna che non
raccolgono mai benefici dagli aiuti umanitari ne l’attenzione dei governi.
Genti di montagna che non hanno alternative alle valanghe che ogni anno mietono tra le 3 e 400 vittime.
Vorremmo portare una forma di turismo “piccolo” e consapevole, fatto di
appassionati di montagna in un paesaggio pressoché inalterato.
Vorremmo un’opportunità per i giovani montanari e pastori.
Un progetto di micro economia diffusa.


Come avvenne nelle vallate alpine alla fine dell’800. Uno sviluppo organico e sostenibile nel tempo.

Gli obiettivi

  • formare guide locali
  • Insegnare loro le tecniche e procurare i materiali per la pratica dello
    scialpinismo
  • Raccogliere e divulgare relazioni di salite e trekking
  • Creare una rete di referenti locali per trasporti e alloggi
  • Installare un piccolo laboratorio per la manutenzione e riparazione degli sci
  • Installare una stazione meteo affidabile e fruibile per la predisposizione di un bollettino valanghe

Questi sono solo una parte dei nostri propositi altre idee stanno arrivando man mano che cresce il coinvolgimento di persone e istituzioni.

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